lettera ai divorziati e risposati 1

Caro fratello,
Cara sorella,

                ogni persona che soffre, ferita nel cuore e nello spirito, segnata da amare delusioni, soprattutto su ciò che è nodale nella sua vita, come l’amore e il proprio progetto di vita, merita la più grande attenzione, la massima comprensione ed un affetto sincero.
Tra i dolori più grandi dell’esistenza c’è quello di sentirsi traditi nell’amore e rifiutati dalla persona alla quale si è donata la propria intimità, nella più grande fiducia.
A nome della Chiesa, desidero dirti che ci sei molto caro.
Come ha fatto Gesù, che non ha giudicato, né tanto meno condannato, vorrei farti sentire accolto, non emarginato, riconosciuto come fratello o sorella che ha sofferto e magari continua a soffrire.
Abbiamo tutti la consapevolezza che, come dice Paolo, portiamo il tesoro della fede e dell’amore, “in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi” (1 Cor 7, 11).
Siamo consapevoli del monito di Paolo e quindi non ci vogliamo presentare come modelli o come maestri ma, piuttosto, come fratelli e sorelle che fanno il tuo medesimo cammino nella vita, come semplici e umili compagni di viaggio.
Quella della solitudine è indubbiamente un’esperienza dolorosa per molti. Ti sarà accaduto di non sentirti sempre a tuo agio nella Chiesa, eppure la Chiesa desidera mantenere un rapporto con tutti, nel rispetto delle scelte di ciascuno.

La Chiesa si è espressa da tempo a proposito della realtà, ormai sempre più diffusa, delle coppie antipaticamente dette “irregolari” e mentre afferma con forza e chiarezza il valore del Sacramento del matrimonio e della sua indissolubilità, non esita a richiamare ad uno spirito di accoglienza e di bene nei confronti di chi  ha vissuto il trauma di una lacerazione del rapporto matrimoniale e magari cerca in un nuovo legame affettivo stabile una nuova via alla pienezza dell’amore.
L’indimenticabile san Giovanni Paolo II, nella Enciclica “Familiaris Consortio”, affermava:

“La Chiesa istituita per condurre a salvezza tutti gli uomini, e soprattutto i battezzati, non può abbandonare a se stessi coloro che – già congiunti col vincolo matrimoniale sacramentale – hanno cercato di passare a nuove nozze. Perciò si sforzerà, senza stancarsi, di mettere a loro disposizione i suoi mezzi di salvezza.
Esorto caldamente i pastori e l’intera comunità dei fedeli affinché aiutino i divorziati, procurando con sollecita carità che non si considerino separati dalla Chiesa, potendo e anzi dovendo, in quanto battezzati, partecipare alla sua vita.
La Chiesa preghi per loro, li incoraggi, si dimostri madre misericordiosa e così li sostenga nella fede e nella speranza" (n. 84).

ALCUNE PROPOSTE CONCRETE

La prassi della Chiesa, fondata sulla Sacra Scrittura (cfr. Mc 10, 2-12) non ammette ai Sacramenti (confessione e comunione) i conviventi, le persone sposate civilmente, coloro che sono divorziati risposati. 

[È opportuno ricordare che i separati e i divorziati che non si sono risposati o non convivono possono invece accedere ai Sacramenti]

Caro fratello, cara sorella,

che vivi in questa situazione, sappi che, come comunità cristiana, non vogliamo chiuderti la porta; tu continui ad appartenere alla Chiesa, che ti segue con speciale attenzione, nel desiderio che coltivi una vita di fede, d’intimità con Dio, che è Amore.
Desideriamo solo ricordarti le vie sempre possibili per poter vivere con serenità la tua appartenenza alla Chiesa.

croce piccola 1COLLOQUIO SPIRITUALE CON UN SACERDOTE

Anche se non ti è possibile accostarti al Sacramento della Confessione, puoi però entrare in un confessionale (o chiedere un colloquio riservato) per vivere un momento di dialogo spirituale con un sacerdote, parlargli della tua vita, lasciarti consigliare, leggere ed ascoltare insieme la Parola di Dio, concludere con una preghiera per te e per le persone che ti sono care.

croce piccola 1DIO E IL PROSSIMO

È sempre possibile e spiritualmente efficace partecipare alla S. Messa, soprattutto domenicale, leggere e meditare personalmente la Parola di Dio, testimoniare l’impegno per il bene comune, coltivare una dedizione alla carità verso i fratelli più bisognosi, operare nelle varie forme di volontariato...

croce piccola 1COMUNIONE SPIRITUALE

Non potendo ricevere la Comunione sacramentale, t’invito durante la S. Messa, al momento della S. Comunione a sederti, a raccoglierti nel tuo cuore e a ricevere spiritualmente il Signore Gesù nel profondo di te, magari recitando questa preghiera:

Signore,
credo che sei realmente presente
nel Santissimo Sacramento,
Ti amo sopra ogni cosa e Ti desidero nell'anima mia.
Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente,
vieni spiritualmente nel mio cuore.
Come già venuto io Ti abbraccio
e mi unisco tutto a Te,
non permettere che abbia mai a separarmi da Te.
Eterno Padre,
io Ti offro il sangue preziosissimo di Tuo figlio

in sconto dei miei peccati,
in suffragio delle anime del purgatorio
e per i bisogni della Santa Chiesa.
Amen.

 

Caro fratello, cara sorella,

mentre ti ringrazio per aver accolto questa mia lettera, ti assicuro la mia preghiera al Signore, perché ci doni di poter sempre, tutti insieme come fratelli e sorelle nella stessa Chiesa, sperimentare la certezza consolante e incoraggiante che "il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito" (Salmo 34, 19).

Con fraterno affetto.

don Paolo

don Paolo 1

 

 

 

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